Vi suggeriamo la lettura di questo interessante articolo (pubblicato sul numero 26 di GIROTONDO, marzo 2018) scritto da Paola Paluzzi, Counselor e Docente WinnerTeam, sul tema della genitorialità.

SARÒ ABBASTANZA PREPARATO PER FARE IL GENITORE?



MOLTO SPESSO, ESERCITANDO LA PROFESSIONE DI COUNSELOR, MI TROVO DI FRONTE A GENITORI AFFLITTI DAL TIMORE DI NON ESSERE ABBASTANZA PREPARATI E CON LA PAURA DI NON ESSERE BRAVI GENITORI...

Essi intendono per ‘bravi genitori’ il concetto di genitori infallibili, praticamente perfetti, scevri da ogni possibile critica o errore… “Sarà meglio l’asiloprivato o pubblico? A tempo pieno o no?

In mensa, meglio una dieta vegetariana 
o meglio non farlo sentire ‘diverso’ dai suoi amichetti?” E così via… ancorapiù “usuranti” gli assilli sulle modalità di comportamento: “Comegestire i capricci? Amorevolezza o fermezza? E la televisione? Lasciarglielaguardare oppure no?” Inoltre, sempre più spesso le mamme si confrontano fra loro sulle modalità di gestione dei figli. E fin qua nulla di male, ma spesso il confronto diventa logorante perché fonte di continuo senso di inadeguatezza rispetto a quello che altre mamme sanno fare “meglio” o diversamente”. Nel caso di famiglie monoparentali poi, il tema è ancora più sentito: bisogna fare bene e ricoprire 2 ruoli contemporaneamente, “rimediando” con l’impeccabilità della perfezione all’imperdonabile condizione di aver tolto al figlio la figura paterna o materna.

È così che una vocina dentro di noi, quella del Genitore Perfetto, si fa sentire sempre più prepotentemente e, come una sorta di tiranno, ci mette in discussione su ogni nostra decisione e ci insinua mille dubbi sulle nostre capacità genitoriali. Ma cosa vuole, in verità, il Genitore Perfetto dentro di noi? Vuole che facciamo le cose bene per dare il meglio ai nostri figli, cosicché nessuno possa criticarci. Tuttavia gestendo la genitorialità da questa modalità, la frustrazione rischia di diventare la protagonista, relegando amorevolezza e tenerezza ad un ruolo di comparsa. Come fare dunque, perché una delle esperienze più belle della vita, quella appunto di essere genitori, non si trasformi in un percorso a ostacoli? Beh, innanzi tutto è bene che i genitori riscoprano e coltivino l’amorevolezza e la tenerezza per loro stessi cominciando ad accogliere l’idea di non dover essere per forza perfetti…
Mi ritrovo sempre più spesso a pensare che l’Amore sia una storia di generosità, più che di Perfezione e per quanto possiamo essere bravi genitori, siamo prima di tutto “umani” e in quanto tali, commettiamo errori… fa parte della nostra natura e cominciare a guardarci con questa amorevolezza permetterà di sentire quella tenerezza prima di tutto verso noi stessi, come genitori deliziosamente imperfetti in quanto... umani!
E il dono più grande che possiamo fare ai nostri figli è far loro vedere con il nostro esempio come sia possibile accettare di essere genitori imperfetti, proprio per dare modo a loro stessi di essere altrettanto imperfetti come bambini, perché non c’è niente di più frustrante per un figlio del sentirsi ‘voluto bene’ perché raggiunge l’eccellenza in quello che fa o dice, dimostrandosi “il più... intelligente, bravo a scuola, dotato, ecc.”

Guardare prima di tutto noi stessi con tenerezza, sapendo di essere genitori amorevolmente imperfetti, darà loro il ermesso di guardare loro stessi come figli amorevolmente imperfetti, liberandoli dal peso della “nostra” perfezione a tutti i costi e soprattutto facendoli sentire amati a prescindere da ciò che sanno fare, dall’intelligenza o bravura di cui sono dotati, ma solo perché sono “i nostri figli”. Così, la prossima volta che ci sentiremo attanagliare dall’ansia del Genitore Perfetto dentro di noi, facciamo un bel respiro profondo e siamo generosi verso questa vocina interiore: regaliamo anche ad essa un sorriso, diciamogli di non preoccuparsi troppo e andiamo avanti con il nostro passo, che sarà di volta in volta cauto o audace, baldanzoso o tentennante e…godiamoci il viaggio

Molto probabilmente questo si rifletterà in una maggiore rilassatezza e i nostri bambini saranno i primi ad accorgersene e a trarne benefici reali: lasciamoci stupire da come l’accettazione dell’imperfezione possa essere... perfetta!

Oppure leggi l'articolo sul pdf estratto dalla rivista GIROTONDO, scaricalo qui.