QUARTA PARTE

Ma di quali capacità stiamo parlando esattamente?

L’ “empowerment” ovvero la “self-leadership” per far fronte alle nuove sfide si basa sull’allenamento di competenze quali:

  • La capacità di mettersi in discussione e fare autocritica, di riconoscere i propri punti di forza ma anche i propri limiti, per partire da questi in un processo di crescita personale. Attraverso delle tecniche di counseling la persona può comprendere come che ogni nostra caratteristica è una risorsa se possiamo utilizzarla funzionalmente al contesto. Non esistono emozioni giuste o sbagliate, di cui aver paura… È una questione di quantità e non di qualità delle caratteristiche e si può imparare a dosarle, a smussarne gli eccessi, così come a far emergere quelle rinnegate, che conosciamo e usiamo poco. Contemporaneamente alla conoscenza delle nostre qualità, diminuirà anche il giudizio rispetto a ciò che consideriamo limite negli altri e questo processo porta ad una reale qualità delle relazioni.
  • La capacità di gestire le emozioni: stress, stanchezza ma anche i nostri punti di debolezza, possono farci reagire automaticamente ed entrare in reazione con i clienti e i colleghi: come riconoscere le dinamiche? Èchiaro che non s’impara dall’oggi al domani, richiede allenamento… Il neurologo, psichiatra e filosofo austriaco Vicktor Frankl, nonché un sopravvissuto ai campi di concentramento, sosteneva che c’è uno spazio tra lo stimolo e la risposta. È in quello spazio che risiede il nostro potere di scelta. E nella scelta c’è la nostra crescita e la nostra libertà. Quando si sopprime una qualsiasi emozione considerata negativa e si attiva subito una difesa automatica non c’è più spazio tra stimolo e risposta. Stai semplicemente reagendo. Ma saper riconoscere le emozioni, accoglierle e accettarle con compassione e curiosità, permette di agire consapevolmente. Bisogna fare in modo che le persone agiscano non perché guidate dalle emozioni ma dai valori. 
  • La capacità di automotivarsi e motivare: abbiamo compreso che ognuno di noi è mosso da motivazioni diverse e che per far sì che gli altri ci seguano dobbiamo conoscere le “loro” motivazioni.
  • La capacità di essere empatici: entrare nel mondo e nel racconto dell’altroL’ascolto attivo richiede capacità di portare l’attenzione da me all’altro… Per ottenere questo risultato occorre avere metodo e allenarsi con costanza…
  • L’impegno nelle relazioni: la relazione richiede impegno, presenza, “esserci” e quindi cogliere i tratti distintivi dell’altro. 

Le emozioni sono “dati” su come stanno andando le cose all’interno delle organizzazioni. Dati davvero importanti su come sta procedendo il lavoro del team e come stanno andando le cose all’interno dell’organizzazione: occorre acquisire un linguaggio emotivo che sappia coglierli, codificarli, elaborarli per restituire un output di crescita ed evoluzione al contesto.

Roberta Giorgetti Dall’aglio

Bibliografia

Teoria U I fondamentali – principi ed applicazioni – C.Otto Scharmer – Guerini Next edizioni 

Agilità Emotiva- Susan David – Giunti edizioni

Intelligenza Emotiva – Daniel Goleman – Bur Rizzoli

Il Dialogo delle Voci: Conoscere ed integrare i nostri sé nascosti – Hall e Sidra Stone – Amrita Edizioni

Il Caleidoscopio Interiore – Franca Errani – Innerteam Edizioni 

Il Caleidoscopio in azione – John Kent –  InnerTeam Edizioni