Si può imparare a risolvere un conflitto?
Quando abbiamo più chiara la dinamica sottostante al conflitto, se riconosciamo e ascoltiamo la vulnerabilità che vibra al di sotto e ancora, quando diventiamo consapevoli dei nostri aspetti di potere che entrano in re-azione ad una situazione, allora uscire dai conflitti diventa più facile.
Naturalmente questo presuppone di andare oltre la logica di voler avere ragione a tutti i costi e aprirsi a nuove soluzioni:

  • E se ci fosse un terzo punto di vista?
  • Hai provato a definire il problema partendo dai fatti concreti (cosa, come, dove, quando)?
  • Sei una persona che, all’interno di un conflitto, tende a generalizzare ed allargare il disagio a tutti gli ambiti, oppure riesci a contestualizzare una situazione senza allargarla a macchia d’olio?
  • Hai provato a non prendere tutto troppo sul serio e usare un po’ di senso dell’umorismo?
  • Ti metti mai nei panni dell’altro riformulando il problema dal suo punto di vista?

Sicuramente rispondendo a queste domande avrai avuto qualche spunto su come sia possibile uscire da un conflitto!

Anche il nostro modo di comunicare e di saper ascoltare gioca un ruolo fondamentale quando parliamo di conflitti. Prima di tutto, in generale, possiamo dire che l’ascolto attivo non è una capacità molto diffusa. Basti pensare a quante volte, mentre qualcuno ci parla, siamo più preoccupati di formulare una risposta piuttosto che ascoltare realmente ciò che ci viene comunicato.
In secondo luogo, diamo per scontato che le parole abbiamo un solo unico significato…il nostro! Le parole possono avere molte interpretazioni e una domanda in più come “cosa significa per te” questa parola, frase, concetto, può prevenire situazioni ambigue che potrebbero sfociare in conflitto.

Ricordiamo inoltre che, qualsiasi cosa diciamo, è molto importante quale parte di noi la sta dicendo! In termini di Voice Dialogue, le parole sono meno importanti della parte che le pronuncia. Più capiamo quali sono gli aspetti che prendono in automatico il comando della nostra “macchina psicologica” in una situazione conflittuale, più siamo in grado di separarci da loro, creando quello spazio consapevole che ci permetterà di usarli in modo cosciente, invece di essere vittime di un meccanismo automatico.

I conflitti sono comunque e sempre un’opportunità per come riescono a scuotere e rivitalizzare un ambiente o una relazione, per l’energia che ci fanno liberare, psichica e fisica, per come ci stimolano a trovare soluzioni e strade diverse. Possono, inoltre, aumentare la conoscenza che abbiamo di noi stessi.

“Tutto ciò che attacchiamo nell’altra persona è un’espressione di un nostro Sé rinnegato e quanto più è rinnegato, tanto più dura sarà la nostra reazione” (o re-azione) Hal Stone e Sidra Stone

Se entriamo in conflitto con una persona, è molto probabile che questa ci porti i nostri aspetti rinnegati, quegli aspetti dentro di noi, nascosti o meno sviluppati, che, se integrati nella giusta quantità, possono portare nuova linfa dentro di noi. E allora perché non chiedersi: “Cosa mi fa arrabbiar così tanto in questa persona e perché? Cosa manca così tanto dentro di me da rendermelo insopportabile in un altro? Riusciremmo a vedere negli altri lo specchio delle nostre parti mancanti e invece di nemici potremmo vedere in loro un’opportunità di integrare ciò che in noi è dimenticato o sopito.

di Valeria Sammaruca


Bibliografia di approfondimento: “Il Caleidoscopio Interiore” di Franca Errani, “La Coppia Viva” e “Embracing Our Selves” di Hal e Sidra Stone, “Il no positivo. L’arte di condurre qualsiasi trattativa senza rinunciare ai propri obiettivi” di William Ury